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Segnalato da: laRepubblica, IlGiornale, Salute33, ForumSalute.it
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Si può fare un intervento di implantologia dentale in anestesia totale?


Oggi è possibile eseguire un intervento di implantologia dentale in anestesia totale ma questa soluzione viene consigliata solo in casi specifici e in pazienti selezionati. Del resto, pur essendo una procedura sicura, ci sono comunque rischi più elevati e, pertanto, non rappresenta la scelta di routine in implantologia. Oggi, infatti, esistono soluzioni molto più leggere ed efficaci che permettono di affrontare l’intervento in modo sereno. Prosegui nella lettura per saperne di più.


implantologia dentale in anestesia totale


Che anestesia si fa per un impianto dentale?


Prima di affrontare un intervento di implantologia dentale, i pazienti cercano di informarsi rispetto a come verrà eseguita la procedura e al tipo di anestesia utilizzata. La scelta non è uguale per tutti. Vanno considerati diversi fattori, in particolare:


  • Complessità dell’intervento;
  • Numero di impianti da inserire;
  • Livello di ansia del paziente;
  • Condizioni cliniche generali.


Oggi l’implantologia mette a disposizione principalmente tre tipologie di soluzioni anestesiologiche:


  • Anestesia locale;
  • Sedazione cosciente;
  • Anestesia totale.


Anestesia locale


È la forma di anestesia più utilizzata per gli impianti dentali. Consiste nell’iniezione di anestetici locali (come lidocaina o articaina) che addormentano esclusivamente l’area chirurgica, lasciando il paziente completamente sveglio. Durante la procedura il paziente non avverte dolore ma potrebbe percepire pressioni o vibrazioni.


È una soluzione consigliata soprattutto per procedure di breve durata (singolo impianto) e per pazienti che non sono molto ansiosi. Il recupero è rapido e, nella maggior parte dei casi, il paziente può tornare autonomamente a casa dopo l'intervento.


Sedazione cosciente


Questa tecnica prevede l'utilizzo dell’anestesia locale insieme a farmaci sedativi somministrati per via orale o endovenosa. Il paziente rimane cosciente ma profondamente rilassato, spesso con un ricordo minimo o nullo dell’intervento. È una soluzione adatta a:


  • Pazienti con ansia o paura del dentista;
  • Interventi più lunghi o con più impianti;
  • Chi desidera maggiore comfort pur senza ricorrere all’anestesia totale.


Anestesia totale


L’anestesia totale comporta la perdita completa di coscienza del paziente e viene eseguita in presenza di un anestesista, con monitoraggio continuo delle funzioni vitali e supporto delle vie aeree. È consigliata in casi specifici, come ad esempio:


  • Interventi implantologici complessi (ad esempio riabilitazioni complete tipo All-on-4 o All-on-6);
  • Pazienti con fobia dentale grave;
  • Situazioni cliniche che rendono preferibile un controllo anestesiologico totale.


L'anestesia totale garantisce il massimo comfort al paziente e consente al chirurgo di operare senza interruzioni. Comporta, però, costi più elevati e un recupero post-operatorio più complesso.


Tipologia di anestesiaCaratteristiche principali
Anestesia localeIl paziente è sveglio, non avverte dolore ma può percepire pressione. Ideale per interventi semplici e di breve durata. Recupero rapido e maggiore sicurezza generale.
Sedazione coscientePaziente rilassato e poco consapevole dell’intervento. Indicata per ansia moderata e procedure più lunghe. Richiede accompagnatore dopo l’intervento.
Anestesia totalePaziente completamente addormentato, con anestesista dedicato e controllo delle vie aeree. Indicata per interventi complessi o fobia grave. Maggiori costi e monitoraggio post-operatorio.


Un interessante studio di coorte retrospettivo condotto in Francia ha analizzato i risultati dell’implantologia eseguita in anestesia generale in pazienti con disabilità cognitive e fisiche. Lo studio ha valutato 57 pazienti trattati tra il 2007 e il 2021 per un totale di 298 impianti dentali inseriti in anestesia generale. I risultati hanno mostrato:


  • Complicanze tecniche post-operatorie nel 14% dei casi;
  • Complicanze biologiche nel 13% dei casi;
  • Un tasso cumulativo di sopravvivenza degli impianti dell’86% a circa 13 anni.


In linea con quanto sostengono gli implantologi accreditati presso il portale di prenotazioni mediche EccellenzaMedica, gli autori dello studio hanno concluso che la riabilitazione implantare eseguita in anestesia generale, in un contesto clinico adeguato e con protocolli specifici, può essere efficace e stabile nel lungo periodo, anche in pazienti considerati tradizionalmente “a rischio”.


Come si svolge un intervento di implantologia in anestesia totale?


Quando si sceglie di eseguire un intervento di implantologia dentale in anestesia totale, la procedura segue un iter più strutturato. Prima dell’intervento è prevista una valutazione anestesiologica approfondita che può comprendere esami del sangue, elettrocardiogramma ed eventuali accertamenti aggiuntivi in base all’età o alle patologie del paziente.


L’anestesista valuta l’idoneità all’anestesia generale e spiega al paziente le indicazioni pre-operatorie, come il digiuno nelle ore precedenti. Il giorno dell’intervento viene posizionato un accesso venoso e collegati i sistemi di monitoraggio (frequenza cardiaca, pressione, saturazione, respirazione). L’anestesista somministra i farmaci per indurre il sonno. Di conseguenza, il paziente perde completamente coscienza e non percepisce né dolore né rumori o vibrazioni. Durante tutta la procedura, però, le funzioni vitali vengono costantemente monitorate.


A questo punto, il chirurgo procede con l’inserimento degli impianti. Nei casi complessi può essere effettuata una riabilitazione completa dell’arcata (ad esempio con tecnica tipo All-on-4 o All-on-6).


Al termine dell’intervento l’anestesista sospende gradualmente i farmaci. Il paziente viene accompagnato nel risveglio e tenuto sotto osservazione. Sebbene il risveglio sia in genere veloce, in alcuni casi si potrebbero avvertire sintomi come:


  • Lieve stordimento;
  • Sonnolenza;
  • Senso di secchezza alla gola.


Solo dopo che i parametri vitali si saranno stabilizzati il paziente potrà essere dimesso e tornare a casa con un accompagnatore.


Quanto dura l'anestesia per un impianto dentale?


La durata dell’anestesia in un intervento di implantologia dentale varia in base alla tecnica utilizzata e alla complessità dell’intervento. Con l’anestesia locale (la più utilizzata), l’effetto anestetico dura in media 2–4 ore, a seconda del farmaco impiegato. La durata potrebbe prolungarsi fino a 5–6 ore in caso di utilizzo di anestetici a lunga durata.


Nel caso della sedazione cosciente, l’effetto sedativo dura generalmente fino al termine dell’intervento. Il recupero completo avviene entro 1–3 ore, anche se può persistere lieve sonnolenza per il resto della giornata. È per questo motivo che il paziente non deve guidare e deve evitare attività impegnative nelle 24 ore successive all'intervento.


Con l’anestesia generale l’effetto anestetico persiste per tutta la durata dell’intervento. Il risveglio avviene generalmente entro 15–30 minuti dalla sospensione dell’anestesia mentre il monitoraggio post-operatorio dura in media 1–2 ore.


Cosa aspettarsi dopo che l'effetto dell'anestesia svanisce?


Quando l’anestesia termina, è normale avvertire un lieve dolore o fastidio nella zona dell’impianto. Si tratta di una reazione fisiologica all’intervento chirurgico e, nella maggior parte dei casi, è ben controllabile con antidolorifici da banco, da assumere ogni 6–8 ore secondo le indicazioni del dentista. Nei primi 2–3 giorni possono comparire:


  • Gonfiore localizzato;
  • Lieve tumefazione del viso;
  • Modesto sanguinamento.


Il gonfiore tende a diminuire progressivamente e il disagio iniziale non dura a lungo. È importante ricordare che, anche se il fastidio si risolve in pochi giorni, la completa integrazione dell’impianto nell’osso può richiedere 3–4 mesi, senza però causare dolore continuo. È consigliabile contattare il dentista solo se compaiono sintomi anomali come dolore intenso e crescente, febbre o gonfiore persistente oltre i primi giorni.


Domande frequenti


Si può fare un impianto dentale senza anestesia?


No. Tutti gli interventi di implantologia prevedono una forma di anestesia, perché l’inserimento dell’impianto è una procedura chirurgica. L’anestesia è necessaria per eliminare il dolore e garantire un’esperienza sicura e controllata. La tipologia (locale, sedazione o totale) viene scelta in base al caso clinico e alle esigenze del paziente.


Qual è la migliore sedazione per impianti dentali?


Non esiste la sedazione migliore in assoluto, ma quella più adatta al singolo paziente. La scelta dipende da:


  • Complessità dell’intervento (numero di impianti e durata);
  • Livello di ansia o fobia dentale;
  • Stato di salute generale e anamnesi medica;
  • Struttura e competenze del centro odontoiatrico.


Nella pratica clinica, molte strutture privilegiano la sedazione cosciente associata ad anestesia locale, perché rappresenta un ottimo compromesso tra comfort e sicurezza.


Quali sono i rischi dell'anestesia?


L’anestesia locale è considerata molto sicura e presenta un rischio estremamente basso di complicanze, soprattutto in pazienti sani. I rischi aumentano nel caso dell’anestesia generale, motivo per cui viene utilizzata solo in casi selezionati. Le possibili complicanze possono riguardare:


  • Problemi respiratori;
  • Alterazioni cardiocircolatorie;
  • Reazioni ai farmaci anestetici.


Fonti e bibliografia


  • Bogner, Marie-Sophie et al. “Oral implant rehabilitation under general anesthesia for patients with cognitive and physical disabilities: A 14-year cohort study.” The Journal of prosthetic dentistry vol. 134,4 (2025): 1156-1163. doi:10.1016/j.prosdent.2024.01.012.

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